14 Settembre 2007

Arilica Sapori, ovvero, come trasformare Peschiera in una sala da pranzo

Probabilmente alcuni si saranno chiesti “ma questo è un paese o un ristorante?”. Già perché la sera di mercoledì 12 settembre vi è stata la seconda edizione di Arilica Sapori, un ricevimento gala di grandi dimensioni, che è stata organizzata dall’Associazione Operatori Economici (AOE) col patrocinio (ovviamente) del Comune di Peschiera del Garda. Era già stato preannunciato dal presidente Giorgio Pancera l’ingrandimento della festa e così è stato: stavolta non solo la tavolata era affacciata sul Canale di Mezzo di Via Rimembranze (dove c’è il Padiglione), ma addirittura ha coinvolto pure il ponte San Giovanni. Il tutto per 500 posti in più, dai 700 dell’anno scorso ai 1200 di quest’anno. E blocco del traffico pure. Il programma della serata recitava in questo modo: ore 19 aperitivi nel giardino della Palazzina Storica, ore 20 inizio cena, a fine cena (orario imprecisato) musica anni sessanta e djset sempre presso la Palazzina Storica. Appropinquandoci verso il loco, diciamo alle ore 21.30 circa, già si poteva assistere ai primi litigi tra conducenti smarriti e vigili urbani per via della segnaletica stradale insufficiente, che avrebbe dovuto coadiuvare lo spostamento dei poveri autisti ignari della super tavolata blocca-traffico. La segnaletica mancante era davvero mancante o i poveri turisti guardavano da qualche altra parte? I vigili il più delle volte restavano zitti e immobili e questo silenzio la dice lunga. Arrivati al ponte San Giovanni si poteva scorgere una lunghissima siepe proprio al centro della strada, che delimitava l’elite invitata alla cena da una parte e i poveri cittadini e/o turisti dall’altra. Le decine di monoliti verdi kubrickiani probabilmente adottavano, all’occhio di molti, proprio la metafora di “2001 Odissea nello Spazio”, un’immagine iconografica di forte contrasto tra le due ere della storia umana senza passaggi intermedi. Seguendo questa muraglia cinese siamo riusciti a scorgere l’ingresso, attrezzato di hostess e security e da lì siamo riusciti a estorcere (con non poca fatica) alcune informazioni sulla serata. Prima cosa interessante: oltre ai già citati vip annunciati dal giornale L’Arena (Shel Shapiro, Lu Bamba, il Serse Cosmi dei “crosse”, il Gigi Del Neri ex ct del “Ceo”, Francesco Moser il mitico ciclista e produttore di vini “La Vis”…) c’era anche il grande automobilista Alex Zanardi, il mito della indie in America e sfortunatissimo ex pilota di formula 1. Peccato che le barricate non ci hanno permesso di vederlo. Seconda cosa interessante: il prezzo per partecipare alla serata, 65 €, prezzo che davvero favorisce la partecipazione di tutti. Ma proprio tutti. Terza cosa interessante: il gorillone capo della security nato a Capri (e amico del leghista Tosi) ci ha illuminati sulla sua “tattica” di gioco adottata per “difendere” la muraglia cinese: un 4-3-3 che prevede come punte “anti-sfondamento” delle ragazze. Ragazze? Sì, ragazze. In giacca/cravatta/auricolare. Si gongola lui e ci gongoliamo noi per il panorama. Tornati indietro si cerca di infilare la testa tra le fronde dei monoliti verdi e già una della security fulmina noi scellerati avventori non paganti con un raggio laser. Cambiamo battente e riusciamo ad estirpare da un tavolo (anche grazie all’aiuto di una collaborativa cameriera) un menu della serata. Recita: tris d’antipasti con trota marinata, sarde “in saor” e anguilla al forno; risotto con la tinca (ricetta esclusiva in occasione della serata); luccio in salsa con polenta; torta al limone; caffè; grappe distillate a fuoco. Il tutto reso possibile da ben 14 cucine. Eh già, perché sono 14 i ristoranti che preparano alla loro maniera questo menu (Buso Caldo, Camping San Benedetto, Cantinone, Combattente, Dolci Colli, Fioravante, Fiore, La Plume, Lizzarola, Ghoto, Osietra, Osteria, Piccolo Mondo e Rosetta). Ma dove si saranno mai piazzati tutti questi cuochi per cucinare? Ma ovviamente dentro il Padiglione, un'immensa grande cucina. Nel mentre assistiamo all'attività sportiva di un paio di allegri ragazzi che si dilettavano in hedge-crossing, saltando di qua e di là attraverso le siepi, facendo impazzire la security. Risata. Alzati gli occhi ecco il primo spettacolo carino imbastito per i cittadini, una fontana cadente su cui venivano proiettate immagini che facevano un po’ passare il tempo ai passanti: forse serviva proprio per fare in modo che questi avventori non si ponessero domande su cosa vi potesse essere al di là dei monoliti verdi. Giù per la scalinata nei pressi del bar Bell’Arrivo si poteva assistere, verso le 23 circa, a uno spettacolo pirotecnico acquatico: praticamente una fontanella che spruzzava 3 gettini d’acqua con commento musicale sotto (classici tipo Queen o Celine Diòn). Da questa parte si poteva assistere meglio al panorama favorito dall’altra sponda del Canale di Mezzo: un tavolo lunghissimo (forse 300-350 metri) e un Padiglione che così bello non si era mai visto, illuminato ogni 10 metri da lampade posizionate in basso e dirette verso l’alto che cambiavano colore ogni 6-7 secondi circa. Le tenete poi quelle luci? Le tenete? Ovviamente no. Ipnotizzati da tali luci e colori abbiamo deciso di abbandonare la nave per dirigerci ai nostri giacigli.
Abbiamo tratto alcune conclusioni critiche a questa manifestazione. Sul comunicato di presentazione della serata c’è scritto, in testuali parole “La nostra associazione vuole con questo evento mostrare nella sua luce migliore lo straordinario patrimonio architettonico del nostro Comune, l’unica fortezza muraria pentagonale al mondo completamente circondata dall’acqua”. Mostrare a chi? Agli invitati? Scommettiamo per primi che i turisti o le persone di passaggio abbiano subito la notevole antipatia di tale netta separazione con chi si trovava dall’altra parte della muraglia, una condizione del tutto sfavorevole che ha sicuramente amplificato la dualità potere/non potere o semplicemente chi può/chi non può, facendo proliferare il pregiudizio, non l’invidia (e lo sottolineo). Perché invece i 14 ristoranti che hanno cucinato non hanno imbastito dei banchetti fuori dal Padiglione, cosicché potessero partecipare TUTTI i cittadini e i passanti? Perché per una serata esclusiva a pochi ci deve rimettere la circolazione delle auto? Perché il suolo pubblico improvvisamente diventa privato? E perché, stranamente, questa tavolata assomiglia a un tentativo di emulazione della festosa (invece) tavolata di Borghetto nel ponte Visconteo? Meditate gente, meditate. Intanto ci alleniamo ad hedge-crossing per l'anno prossimo.

10 commenti

  • anonimo

    commento

    potresti candidarti come sinadco alle prossime elezioni. chissa che con al tua esperienza e la lungimiranza di un vero giornalista ( così mi dicono......ah ahh) potresti fare un sacco di cose belle ed innovative condivise da tutti.
    Basta avere gli attributi....e tu ce gli hai o sei stato operato???
    Scritto il: 24/03/2008 15:02:44
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